STATUTO













Associazione COMUNI MAPPE







Indice:
1) Preambolo – 2) Statuto – 3) Vocazione – 4) Codice politico

1) PREAMBOLO
Il riferimento di questo progetto è la cultura intesa come bene comune, cui sono
inestricabilmente connessi l’esercizio del pensiero critico e l’azione finalizzata alla costruzione
di una società giusta e libera, in cui le donne e gli uomini costituiscano il fine e non il mezzo.
Una prospettiva, quindi, opposta a quella oggi dominante dove la cultura è diventata
appannaggio di oligarchie specialistiche e tecnocratiche che soffocano ogni forma di sapere
sociale. Mentre la cultura dominante, funzionale ai processi di accumulazione del capitale,
utilizza in modo cruento i corpi e le menti e legittima lo sfruttamento parcellizzato dei saperi
e delle competenze, per noi cultura significa conoscenza introiettata, digerita e trasformata in
energia, allo stesso modo di un sano cibo quotidiano.
Questo progetto si inserisce nel grande solco della cooperazione sociale e punta alla crescita
della consapevolezza necessaria per esprimere potenza di individuazione, motivazioni ed
azioni funzionali al ripristino della dignità individuale e sociale.
Qui risiede il punto di incontro tra cultura come bene comune e il riconoscimento del valore
di ciascuno e di tutti.

2) STATUTO
DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA
Articolo 1. Denominazione
È costituita in Bologna una Associazione non riconosciuta denominata “COMUNIMAPPE” –
Libera comune università popolare pluriversità Bolognina.
L’Associazione si costituisce in attuazione autonoma e diretta degli Art. 1, 2, 3, 4, 9, 18, 21, 33,
34, 36, 41, 43, 46 della Costituzione Italiana e nel rispetto del codice civile e della legge 7
dicembre 2000 n. 283, si configura quale ente collettivo senza scopo di lucro neppure indiretto
e con fini di utilità sociale, ed è disciplinata dal presente Statuto e dal Capo II del Titolo II del
Libro I del Codice Civile (art.14 e seg.), dal Preambolo e dal Codice Politico allegati al
presente Statuto nonché dai principi fondamentali cosmopoliti costituenti della giustizia
ecologica e solidaristica internazionale ed intergenerazionale.
Articolo 2. Sede
L’Associazione ha sede presso HUB in via Luigi Serra n.2/2 nella città di Bologna, zona
Bolognina.
L’Associazione potrà istituire o chiudere sedi secondarie anche in altre città del mondo
secondo le procedure di gestione previste dal presente Statuto.
Articolo 3. Durata, Diritti e Doveri dei soci
3.1 La durata dell’Associazione è illimitata. La partecipazione all’Associazione costituisce un
impegno personale ed etico all’azione politica collettiva di lungo periodo per la piena
realizzazione della cultura come bene comune e all’affermazione del “comune” con i suoi beni
materiali ed immateriali.
3.2 Possono far parte dell’Associazione tutte le persone fisiche e le persone giuridiche che
siano attivamente coinvolte nella battaglia per la cura della cultura come bene comune e del
“comune”, che si riconoscano nello Statuto ed intendano collaborare per il raggiungimento
dello scopo sociale.
I soci persone fisiche dell’Associazione sono definiti “comunardi”, usato da ora in poi al posto
del termine “socio”. Il comunardo, come individuo o nell’ambito delle comunanze si prende
cura del bene comune verso cui svolge, per capacità, mestiere o interesse il proprio ruolo; il
comunardo è portatore di impegni e responsabilità di lavoro fisico o intellettuale, in sede o
fuori sede, per la cura, il governo e l’affermazione del progetto associativo, in base al
principio “ciascuno secondo le proprie possibilità”. Tutti i comunardi sono tenuti al
pagamento di una quota d’ingresso, all’atto della loro iscrizione e di una quota stabilita per
gli anni successivi, i cui termini di importo e versamento sono fissati annualmente
dall’Assemblea in occasione dell’approvazione del bilancio. La quota associativa non è
soggetta a rivalutazione, non è frazionabile né ripetibile in caso di recesso o di perdita della
qualifica di associato ed è intrasmissibile. Per diventare comunardo chiunque può presentare
domanda firmata e pagare l’ammontare della quota annuale proposta; pur avendo tutti i
diritti e i doveri dei soci, la formale adesione avverrà all’inizio di ogni assemblea generale,
con l’approvazione della stessa. Il Consiglio Organizzativo istruisce la domanda e la inoltra
alla prima assemblea successiva per la delibera. L’assemblea delibera tenendo conto che
l’accesso e la partecipazione responsabile sono aspetto essenziale della stessa istituzione
Comunimappe come bene comune. Nessuno può essere escluso per ragioni discriminatorie.
Ma può essere allontanato dall’associazione la persona che con atti e parole offende la dignità
delle persone umane e degli altri esseri viventi nonché opera forme di distruzioni dei beni
comuni o manifesta idee totalitarie ed autoritarie che rimandano ad una società chiusa e
violenta.
La presentazione della domanda presuppone l’accettazione del Preambolo, della Vocazione,
dello Statuto e del Codice Politico. L’ammissione all’associazione è deliberata dal Consiglio su
domanda scritta del richiedente nella quale dovrà specificare le proprie generalità. In base
alle disposizioni di legge 675/97 tutti i dati personali raccolti saranno soggetti alla
riservatezza ed impiegati per le sole finalità dell’associazione previo assenso scritto del socio.
Il diniego all’ammissione va motivato.
3.3 Tutti i comunardi hanno uguali diritti e uguali doveri e obblighi nei confronti
dell’Associazione. L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero e volontario, ma
impegna all’osservanza delle disposizioni statutarie e regolamentari, nonché delle direttive e
delle deliberazioni che nell’ambito delle disposizioni medesime sono emanate dai suoi organi.
Tutti i comunardi hanno diritto-dovere di partecipare alla gestione dell’Associazione
attraverso l’esercizio del voto in Assemblea per l’approvazione e le modifiche dello Statuto e
dei regolamenti e per la nomina degli organi dell’Associazione. Il comunardo ha il diritto ad
eleggere ed essere eletto liberamente alle cariche sociali. Tutti i comunardi hanno diritto
all’accesso ai locali sociali che sono beni comuni. La partecipazione all’Assemblea è dovere
fondamentale di tutti i comunardi. L’assenza ingiustificata a tre consecutivi momenti
assembleari comporta l’immediata decadenza da qualunque carica sociale. L’assenza
ingiustificata da cinque consecutivi momenti assembleari comporta la decadenza dalla qualità
di comunardo.
3.4 La qualità di socio si perde per:
* Decesso/scioglimento dell’Associazione;
* Mancato adempimento degli obblighi di cui all’Art. 3.3 o anche tramite allontanamento
deciso da una maggioranza dei tre quarti dell’Assemblea;
* Dimissioni: ogni socio può recedere dall’Associazione in qualsiasi momento, dandone
comunicazione scritta al Consiglio; tale recesso avrà decorrenza immediata. Resta fermo
l’obbligo per il pagamento della quota sociale per il periodo minimo di partecipazione
stipulato all’atto dell’ammissione in qualità di comunardo. La qualifica di socio è personale e
non trasmissibile. I soci che abbiano comunque cessato di appartenere all’associazione non
possono richiedere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio
dell’Associazione.
Articolo 4. Soci sostenitori
Sono soci sostenitori le persone fisiche e giuridiche che intendono contribuire alla Fondazione
sotto forma di semplice apporto pecuniario o attraverso altre forme di sostentamento. I soci
sostenitori devono contribuire per un ammontare minimo annuo stabilito dall’Assemblea,
sono riconosciuti tali con delibera assembleare ed il loro nome è conservato in apposito Albo.
Possono partecipare alle assemblee senza diritto di voto, ma sono regolarmente informati di
quanto è nei progetti dell’Associazione.
Articolo 5. Oggetto
5.1 L’Associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, come definite
nell’articolo 10 della legge n. 460/97. Essa opera a favore dei comunardi, dei soci sostenitori,
di terzi e della cultura come bene comune, nel pieno rispetto della libertà e dignità dei suoi
componenti e di tutti.
5.2 L’Associazione in particolare si prefigge le seguenti finalità:
a) La promozione e il riconoscimento della Cultura come bene comune e l’affermazione del
“comune”.
b) La promozione di offerte culturali accessibili a tutti, realizzate con il contributo delle
energie interne all’Associazione stessa e di qualificate figure disponibili a collaborare.
c) Il riconoscimento a tutti del diritto a poter soddisfare la loro esigenza di conoscenza, volta a
qualsiasi finalità sia di sola acculturazione che per la ricerca di occasioni formative e
lavorative.
d) La promozione di iniziative di studio, dibattito e formazione finalizzate alla ricerca e
all’elaborazione autonoma ed indipendente di proposte inerenti la rigenerazione sociale,
economica, produttiva, culturale e politica.
e) La promozione di pratiche di studio e ricerca collettive che abbiano assorbito il ripudio
della guerra e di qualsiasi forma di dominio, di sfruttamento, di oppressione e della
precarizzazione come strumento di ricatto.
f) La promozione di lotte e di sensibilizzazioni, con i mezzi della cultura, della politica,
dell’arte e dell’informazione, per la salvaguardia delle risorse che sono da considerare beni
comuni.
g) La promozione della solidarietà e della cooperazione volta a costruire esempi virtuosi di
autogoverno del bene comune, a partire della stessa Associazione da offrire come esempio di
partecipazione e trasparenza dei suoi atti. Attuando nel complesso pratiche anche alternative
alle modalità considerate tradizionali per la tutela del bene comune cultura e degli altri beni
comuni o del “comune” riconosciuto per condivise sensibilità.
h) La costruzione di uno spazio culturale in grado di relazionarsi anche con altri ambiti
nazionali ed internazionali per promuovere la circolazione di idee, di risorse e di persone in
un’ottica conviviale e cooperativa. Con l’attivo coinvolgimento delle cittadine e dei cittadini.
Con il coinvolgimento dei movimenti sociali affini ai nostri principi, delle organizzazioni
sindacali, dei collettivi impegnati nella difesa dei beni comuni siano essi operanti in Europa e
su scala globale.
i) La diffusione, presso le sedi che l’Associazione riterrà utili, delle attività di studio, di ricerca
e di formazione a qualsiasi livello volte ad attrezzare, chi ne faccia richiesta o lo desideri, di
un bagaglio ampio di conoscenze, nella consapevolezza che il patrimonio culturale universale
è un bene comune.
J) La diffusione, progettazione, organizzazione anche su commesse o sulla base di appositi
finanziamenti, di attività culturali formative e seminariali nelle discipline di cui se ne
possiedono le competenze. Può farlo sia in via diretta sia per mezzo di enti, strutture e
organismi pubblici o privati, ai quali aderisce o costituisce in concorso con altre istituzioni.
k) La promozione di intese con istituzioni culturali, enti scientifici e organizzazione di varia
natura che abbiano finalità simili a quelle dell’Associazione.
l) Lo svolgimento in proprio e/o in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati, di
attività di produzione teorico e pratico in campo economico, politico, culturale (turismo e
viaggi, educazione alimentare, cinematografia, arti visive, poesia, letterature, storia, teatro,
musica, danza, tecniche psico-corporee, meditazione, editoria, informazione, formazione,
psico-socio-analisi, filosofie, economia, diritto, tecniche e scienze).
L’Associazione potrà inoltre svolgere qualsiasi altra attività culturale, politica o artistica e
potrà compiere qualsiasi operazione economica o finanziaria, mobiliare o immobiliare, per il
miglioramento e il raggiungimento dei propri fini.
L’Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di
quelle ad esse direttamente connesse o accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali,
in quanto integrative delle stesse.
Articolo 6. Patrimonio
6.1 Il patrimonio dell’Associazione all’atto della sua fondazione è costituito dalle risorse
culturali possedute dai soggetti determinati a dare vita al progetto. Questo patrimonio è
considerato un bene comune. In mancanza di una disciplina giuridica formale della nozione
di ‘bene comune’, il presente Statuto adotta quella contenuta nell’art I comma III lettera C del
Disegno di Legge Delega predisposto dalla Commissione Ministeriale per la Riforma del
Titolo II del libro III del Codice Civile (D. M, Giustizia, 21 giugno 2007): “Sono beni comuni le
cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero
sviluppo della persona. I beni comuni devono essere tutelati e salvaguardati
dall’ordinamento giuridico, anche a beneficio delle generazioni future. Titolari di beni
comuni possono essere persone giuridiche pubbliche o privati. In ogni caso deve essere
garantita la loro fruizione collettiva, nei limiti e secondo le modalità fissati dalla legge.”
6.2 Il patrimonio conoscitivo e di lavoro di tutti i comunardi valutabile in quanto sapere vivo
(know how) e sociale (general intellect), capace di poter operare per rigenerare il territorio
della Bolognina e di tutto il circondario senza limiti di distanza, sta all’origine del progettare e
mettere in opera gli obiettivi politici e culturali di cui al presente statuto.
6.3 Sono inoltre patrimonio dell’Associazione i proventi della quota corrisposta da ogni
singolo comunardo nell’atto della sua adesione, ogni tipo di sottoscrizione pubblica lanciata
per i fini associativi presenti in questo statuto, ogni ricavato da iniziative economiche svolte
dai comunardi in seno all’Associazione.
6.4 In avvenire si provvederà a rinnovare questo articolo qualora si presentasse l’occasione di
ampliare il patrimonio dell’Associazione o nel caso le pervenissero donazioni con la specifica
destinazione all’incremento patrimoniale.
Articolo 7. Proventi
Le entrate dell’Associazione sono costituite:
7.1 da ogni contributo pubblico o privato debitamente accettato nei modi e nelle forme
previsti dal presente Statuto in coerenza con il Codice Politico;
7.2 da contributi di enti pubblici, collegati a singoli progetti e iniziative deliberate ai sensi del
presente statuto;
7.3 da donazioni, adesioni a iniziative dell’Associazione e da sponsorizzazioni di soggetti
privati accettate ai sensi del presente statuto;
7.4 dai proventi derivanti da contratti di ricerca o di produzione da essa conclusi, o
dall’effettuazione di ricerche e produzioni ad essa commissionate ed accettate, o dalla
partecipazione a consorzi con altri istituti italiani ed esteri;
7.5 dai proventi di eventuali progetti finalizzati a reperire fondi per le iniziative
dell’Associazione; nonché da quelli della produzione e della messa in scena di spettacoli
organizzati in spazi all’uopo allestiti.
7.6 dai rimborsi di eventuali campagne sociali promosse.
7.7 Dalle quote versate dai comunardi e dai soci sostenitori.
Articolo 8. Organi dell’Associazione
sono organi dell’Associazione:
a) L’Assemblea Generale
b) Il Consiglio Organizzativo
c) Il Rappresentante legale
d) La Comune Accademia
e) Il Consiglio dei Garanti
f) Il tesoriere
g) I Revisori dei conti
Articolo 9. Assemblea Generale dei Soci
9.1 Composizione e funzionamento dell’Assemblea.
L’Assemblea è l’organo politico sovrano dell’Associazione, rappresenta l’universalità dei
comunardi, in numero illimitato. Ogni sede operativa non può superare il numero di circa
1.000 comunardi, quando si raggiungerà questa soglia si provvederà a indire una assemblea
generale per apportare le necessarie modifiche al funzionamento dell’associazione nel suo
insieme. Le deliberazioni dell’Assemblea Generale obbligano tutti i soci.
L’Assemblea è composta dai soci detti comunardi e da soci sostenitori. Tutti i comunardi
hanno uguali doveri e diritti, votano le delibere proposte nell’Assemblea Generale nella
ragione di una testa un voto, a prescindere dalla quota di partecipazione versata. Hanno
diritto di intervenire all’Assemblea nelle modalità che la stessa Assemblea di volta in volta
decide. Si può rappresentare per delega a massimo un comunardo. La delega di voto ai
comunardi, che non siano consiglieri o revisori in carica, è autorizzata dal Consiglio
Organizzativo limitatamente ai casi di motivata impossibilità.
9.2 Attribuzioni dell’Assemblea.
L’Assemblea ha il compito di:
a) Delineare gli indirizzi generali delle attività dell’associazione;
b) Approvare la politica culturale dell’Associazione, le modalità di organizzazione e di
comunicazione, promuovere e ratificare le pianificazioni elaborate, al fine di sostenere una
progettualità di ampio respiro e lungo periodo;
c) Eleggere i membri del Consiglio Organizzativo;
d) Approvare le relazioni, consuntiva e programmatica, che la Comune Accademia
predispone in occasione dell’Assemblea Generale;
e) Nominare con una maggioranza qualificata dei 2/3 dei votanti due componenti del
Consiglio dei garanti;
f) Approvare il rendiconto economico finanziario consuntivo e il bilancio preventivo
dell’associazione;
g) Nominare i Revisori dei conti basandosi su un elenco di soci che abbiano i requisiti di
competenza e siano considerati idonei a svolgere tale compito.
h) Approvare, nel rispetto del codice politico, le adesioni di nuovi soci accettati dal Consiglio
Organizzativo, nel periodo intercorso dall’ultima Assemblea Generale;
i) Delibera sugli acquisti e le alienazioni dei beni dell’associazione di valore superiore a Euro
10.000
l) Stabilisce l’entità della quota associativa annuale con il principio di non esclusione e di
equità sociale;
m) Approva le proposte degli organi esecutivi (Consiglio Organizzativo e Comune
Accademia), in materia di compensi per le attività svolte dagli organi stessi.
9.3 Convocazione dell’Assemblea
Il Consiglio Organizzativo convoca, presso la sede sociale o in un luogo concordato, almeno
due volte l’anno l’Assemblea. Essa può essere convocata in via straordinaria ogni qualvolta
venga richiesto dalla maggioranza semplice del Consiglio Organizzativo o della Comune
Accademia, dal Consiglio dei Garanti o da almeno il 10% dei comunardi.
9.4 Modalità di convocazione dell’Assemblea gnerale
l’Assemblea generale viene aperta e presieduta da uno dei componenti delegati del Comitato
Organizzativo ( denominato coordinatore periodico o coordinatrice periodica), il quale come
primo atto procede alla nomina del segretario/a scelto tra comunardi su propria auto11
candidatura o attraverso sorteggio dei medesimi nel caso che alla prima elezione non si
giungesse ad una nomina.
Le modalità di convocazione dovranno garantire la più ampia partecipazione attraverso
congrui tempi e mezzi di comunicazione, in ogni caso la convocazione con l’ordine del giorno
dovrà essere pubblicata sul sito dell’Associazione almeno una settimana prima.
9.5 Delibere assembleari
Ogni comunardo ha diritto a un voto. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a
maggioranza qualunque sia il numero dei presenti. Nel conteggio della maggioranza dei voti
non si tiene conto degli astenuti.
Per la modificazione del presente Statuto occorre il voto favorevole di almeno il
settantacinque per cento dei comunardi presenti. Per deliberare lo scioglimento
dell’Associazione e la devoluzione del suo patrimonio occorre che sia presente il 60 % dei soci
(restando la clausola del raggiungimento del 75 % dei voti favorevoli) e il parere favorevole e
vincolante del Consiglio dei Garanti.
L’Assemblea è co-presieduta da un facilitatore indicato dalla stessa di volta in volta. I verbali
dell’Assemblea saranno redatti dal segretario, firmati dal coordinatore periodico, dal
facilitatore e dal segretario. Le decisioni prese dall’Assemblea impegnano tutti i Soci anche se
dissenzienti o assenti. I verbali dell’Assemblea sono resi pubblici tramite pubblicazione sul
sito entro quindici giorni dalla loro approvazione.
Articolo 10. Consiglio Organizzativo
10.1 Nomina e Composizione
Il Consiglio Organizzativo (da adesso C O) viene scelto ed eletto all’inizio di ogni anno solare
(durante la prima Assemblea Generale) nel numero minimo di 3 componenti ed un massimo
di 9, dall’Assemblea Generale.
10.2 Modalità di elezione
I componenti del Consiglio possono essere eletti su auto-candidatura o candidatura di parti
dell’Assemblea (in entrambi i casi con l’appoggio di almeno il 5% del numero totale dei soci).
In ogni caso sono candidabili coloro che hanno assistito ad almeno cinque riunioni del C O in
carica. Il C O deve essere espressione della pluralità della composizione sociale e
professionale dell’assemblea.
10.3 Durata della carica
Il C O rimane in carica un anno fino alla convocazione dell’Assemblea dei Comunardi del
successivo anno solare. Al fine di sensibilizzare gli associati comunardi ad una pratica di
impegno e responsabilità comune nella forma della democrazia diretta e partecipativa, il C O
deve intendersi a rotazione per coinvolgere più soggetti nell’assunzione di responsabilità. Si
può essere rieletti una sola volta consecutiva mentre non ci sono limiti alla rielezione non
consecutiva trascorso un periodo di 12 mesi.
10.4 Rappresentanza legale
A tutti i componenti del C O è attribuita la rappresentanza legale, che però viene esercitata
singolarmente a turno dai suoi componenti (denominato/a coordinatore/trice periodico/a)
attraverso delega temporanea e rotatoria . Se non si arrivasse ad una scelta condivisa si
procede al sorteggio tra i componenti del C O. Tale delega autorizza ad assumere e
sottoscrivere impegni di ordinaria amministrazione verso soggetti terzi all’associazione. Tutti
i componenti del C O lavorano, cooperano al conseguimento dei fini associativi, preservando
il buon funzionamento del C O.
Il C O garantisce il duplice principio della partecipazione e dell’autogoverno delle lavoratrici
e dei lavoratori di ogni ordine e grado che svolgono attività in seno all’associazione;
10.5 Attribuzioni del Consiglio
Al Consiglio compete:
a) Attuare le direttive generali stabilite dall’Assemblea e promuovere ogni iniziativa
culturale, politica, giuridica o artistica volta al conseguimento degli scopi sociali anche al fine
del pieno riconoscimento della cultura come bene comune e del ‘comune’;
b) Assumere tutti i provvedimenti necessari per l’amministrazione ordinaria e straordinaria
dell’Associazione. L’assunzione di personale tra i soci, con possibilità anche di remunerazione
in forma monetaria o non, secondo i principi del codice politico, organizzando anche gruppi
di lavoro su progetti specifici;
c) Il C O può autorizzare un trattamento economico, a vantaggio degli stessi componenti che
dei componenti della Comune Accademia, non solo o non necessariamente sotto forma di
denaro in corso legale. Lo stesso C O stabilisce le modalità e l’ammontare e chiede
all’assemblea l’approvazione.
d) Nominare al proprio interno un tesoriere che, a sua volta, predispone il bilancio
consuntivo e preventivo dell’Associazione. Il tesoriere è responsabile di mantenere in ordine i
conti dell’Associazione ed è interpellato dagli altri organi ogni qual volta sia utile un parere,
non vincolante ma necessario.
e) Promuovere la raccolta dei fondi secondo i principi del codice politico; deliberare sulla loro
accettazione e sollevare ai Garanti gli eventuali casi controversi.
f) Nominare un membro del Consiglio dei Garanti.
Il Consiglio assume le decisioni con il metodo del consenso. Il voto a maggioranza è
determinante soltanto quando non sia stato possibile raggiungere il consenso di almeno il
66% e solo dopo un tentativo di accordo ulteriore. Resta ferma la possibilità di ricorrere ai
garanti qualora non si presentino le condizioni sopra descritte.
Articolo 11. Comune Accademia
La Comune Accademia è l’organo dell’Associazione predisposto per concretizzare i
fondamentali fini associativi, che sono principalmente legati all’offerta di momenti culturali,
di accrescimento del sapere, di formazione e socializzazione dell’insieme dei comunardi e
delle persone che si avvicinano all’associazione stessa. La Comune Accademia è coordinata
(chiamasi coordinatori/trici accademici/che) da un numero di esperti comunardi parificati al
Consiglio Organizzativo.
11.1 Definizione
La Comune Accademia (da adesso C A) nasce per iniziativa del C O che indice una assemblea
tra tutti i soci interessati a farne parte. Ne può far parte chiunque dei soci ne faccia richiesta
previo la consegna del proprio curriculum dove documenta le proprie conoscenze ed
esperienze.
Essendo la C A lo spazio di ricerca fondamentale, una volta definito si autogoverna, previo al
proprio interno della elezione dei coordinatori/trici accademici/che. Il fondamentale compito
di questi è organizzare le assemblee della C A e seguire i progetti in corsi secondo i tempi
stabiliti per la loro realizzazione.
Per la natura stessa del C A, chiamata a produrre eventi culturali di qualità e a far nascere dal
proprio seno i Dipartimenti della Conoscenza e dell’Esperienza, è opportuno che sia
composto da soggetti che abbiano esperienze e competenze specifiche in qualche campo del
sapere umano (non sono i titoli ufficiali a fare da discriminante, possono essere componenti
della C A un contadino che abbia alcuni anni di esperienza, così come artigiani e operai. Non
c’è separazione tra conoscenza ed esperienza, tra lavoro manuale e intellettuale).
11.2 Dipartimenti della Conoscenza e dell’Esperienza sono delle entità autonome nate in seno
alla C A che prevedono l’organizzazione del sapere, la ricerca e la proposizione di quanto
elaborato nel singolo ambito. Gli ambiti hanno, una volta raggiunta la dimensione operativa,
il compito di proporre corsi, piani di studio, gruppi di ricerca e quanto possa organizzare e
rendere fruibile il sapere abbracciato da quell’ambito; sempre nel quadro consapevole che la
conoscenza non è divisibile in maniera schematica ma si tocca ed è attraversata da un sottile
filo di congiungimento.
11.3 Responsabilità e risorse.
Con il termine responsabilità si intende l’assunzione consapevole e matura della vocazione
che si esprime dall’insieme dell’operato dell’Associazione, la serietà indirizzata a valorizzare
qualsiasi portato utile agli scopi associativi. Le risorse disponibili per la concretizzazione
dell’opera della C A provengono dalle entrate ottenute dall’Associazione, dalle attività
predisposte a questo scopo dal C O nonché dai proventi delle iscrizioni ai corsi messi in
essere dal C A stesso e dai Dipartimenti.
11.4 La C A si riunisce con cadenza decisa dai coordinatori/trici accademici/che e si avvale di
un sistema di scambio di contenuti e materiale vario (saggi, articoli, ricerche, relazione etc.)
attraverso una piattaforma telematica predisposta allo scopo. Lo stesso discorso vale per i
Dipartimenti una volta formalizzati. Qualsiasi allocazione di ulteriori risorse va concordata
con il C O e preceduta da una relazione.
Articolo 12. Consiglio dei Garanti
Il Consiglio dei Garanti è composta da tre personalità scelte secondo le disposizioni degli
articoli 9.2 lett. ‘e’ – 10.2 lett. ‘f’.
12.1 Attribuzioni.
Il Consiglio dei Garanti deve proporre e raccogliere le proposte di eventuali modifiche del
presente statuto. Monitorare le attività svolte dal C O e dalla C A, dirimere ogni controversia
all’interno dell’Associazione. Essi hanno il potere di ispezionare e chiedere chiarimenti su
tutto l’operato degli organi dell’Associazione.
12.2 Eleggibilità
Sono eleggibili per i primi due anni di vita dell’Associazione i soci fondatori che hanno stilato
lo statuto. Successivamente anche i soci comunardi che abbiano ricoperto per almeno due
mandati un ruolo di coordinazione sia nel C O che nel C A.
Articolo 13. Revisori dei conti
Il Collegio dei Revisori controlla la regolare tenuta della contabilità e redige una relazione al
bilancio di esercizio. Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri effettivi e da
due supplenti iscritti ad uno specifico elenco (vedi art. 9.2 lett. g). I componenti del Collegio
dei Revisori durano in carica tre anni e possono essere confermati.
Articolo 14. Esercizio sociale
Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno e con la chiusura dell’esercizio
verrà formato il bilancio che dovrà essere presentato all’Assemblea per l’approvazione entro
tre mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.
I proventi delle attività, gli utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale non
verranno distribuiti, neanche in modo indiretto, durante la vita dell’Associazione salvo che la
destinazione o la distribuzione non siano imposti per legge, e pertanto saranno portati a
nuovo, capitalizzati e utilizzati per lo svolgimento delle attività istituzionali ed il
raggiungimento dei fini perseguiti dall’Associazione.
Articolo 15. Scioglimento
In caso di scioglimento il patrimonio dell’Associazione non potrà essere diviso tra i
comunardi ma, su proposta del Consiglio, sentito il Consiglio dei garanti e con delibera
dell’Assemblea, sarà interamente devoluto ad altre associazioni operanti in identico o analogo
settore o comunque a fini di pubblica utilità.
Articolo 16. Rinvio
Per quanto non stabilito dal presente Statuto si osservano le disposizioni del Codice Civile e
le vigenti leggi in materia.

3) VOCAZIONE
Comunimappe.
Siamo per il superamento della figura carismatica o legislativa del Presidente perché non
aspiriamo né ad una monarchia costituzionale né ad una democrazia rappresentativa ma ad
una democrazia diretta, di base e largamente partecipata con cariche a rotazione e condivise.
Com-Uni-pluri-versità è un aggregato linguistico dei saperi e delle attività umane e sociali
cooperante culturalmente e territorialmente nella Bolognina – e dovunque – al fine di
trasformare i saperi, le attività, i territori, le genti cooperanti per un ben-essere-comune.
COMuni aggettiva la concezione che noi abbiamo dei saperi, delle attività umane, dei beni
naturali e culturali, intesi come comuni beni dell’umanità.
UNI indica una particolare forma di organizzare saperi ed attività di ricerca e di azione per la
loro attuazione in forma progettuale e sociale; appunto come Università dei saperi, delle arti,
delle tecniche e dei mestieri per attivare liberate comunanze urbane ed umane, avvalendosi di
un approccio geosofico (ecologico – antropologico- esistenziale) ed ispirato alla cooperazione
culturale e sociale.
Tutto dentro un approccio: Geosofico, ovvero di riconoscimento dei vari contesti ove si è
inseriti: naturali, culturali, territoriali, sociali e tecnologici (il proprio essere nel mondo).
Ecologico, nelle sue tre dimensione naturali (prendersi cura della natura), umane e sociali
(prendersi cura delle relazioni umane e sociali) e mentali (prendersi cura delle emozioni, dei
sentimenti e dei pensieri nelle varie situazioni – di sé e degli altri).
Antropologico come relazione tra forme di vita individuale e comune – vecchie e nuove etnie
– nell’epoca della glocalizzazione (espansione e chiusura).
Esistenziale come filosofia dell’esistenza, come socio-psico-analisi e comprensione del vivere,
del gioire e del patire in una società complessa nell’epoca delle sue varie apocalissi:
economica-finanziaria, ecologica, politica, relazionale.
Mappe è un acronimo che cela nelle sue lettere e consonanti le forme molteplici e possibili
dell’attività umana ma anche dei saperi e delle pratiche e tecniche necessarie ad un buon
vivere singolare e comune:
M – estieri (consapevoli dell’esistenza di varie intelligenze non solo astratte e teoriche, ma
anche pratiche e tecniche, del saper fare; consapevoli che il fare manuale richiede non solo
esperienza ma conoscenze complesse: es. agricoltura biologica, gli orti urbani ecologici,
edilizia ecologica, cucina biologica, conservazione dei libri e delle riviste nel tempo,
ciclofficina, autoriparazione e riciclaggio dei materiali)
A – rti e nuove tecnologie (attività creative – musica, poesia, teatro, pittura, scultura, grafica,
cinema, video, radio, internet, architettura ecc.)
P – ensieri (filosofia, antropologia, ecologia, psico-analisi-sociali, neuro-scienze, urbanistica,
letteratura, storia, scienze ecc.)
P – ermanenti come divenire e crescita permanente delle conoscenze.
E – labor-azioni come attività creativa e consapevole del nostro agire.

4) CODICE POLITICO
Comuni mappe: questa parola spezzata (aggettivante le mappe e i saperi) dalla divisione
sociale eterodiretta (non espressione delle autonomie sociali) nella società capitalistica, indica
il General Intellect marxiano (Intelletto Generale/i saperi e le attività umane presenti
nell’attuale stadio di sviluppo sociale); tale G I o Saperi o attività sono attualmente
indisponibili e frammentati per la produzione di una comune soddisfazione dei bisogni e dei
desideri sociali dell’intera umanità (ben-essere comune), anzi tale G I è messo continuamente
al lavoro producendo per il capitale in cambio di precarietà, miseria diffusa, distruzione dei
beni comuni materiali ed immateriali; per contro elargendo dividendi per le Corporation
(industrie multinazionali), per le banche, le finaziarie, ovvero per una ristretta èlite planetaria.
Il progetto si propone di ritrovare saperi e pratiche che si mettano a rischio, che si gettino nel
mondo e nelle sue città liquide e depresse, città dai vissuti veloci ed indifferenti agli umani e
alla terra, per riaffermare un’esistenza singolare e comune degna di essere vissuta
Saperi e pratiche di fare, creare, immaginare, pensare che a partire dalla periferia e dalle sue
forme attuali di resistenza ai poteri, ai saperi, alle tecniche che dominano, opprimono,
alienano, condizionano l’intera esistenza, sappiano praticare e riaffermare:
– un senso dell’altro dialogante e inter-culturale, che rifiuta ogni forma di fascismo politico
ma anche antropologico
– un senso dell’altro cooperante che fa del “Comune” (degli spazi, delle culture e delle cose
comuni) e del Bene comune la centralità delle sue ricerche ed attività
– un senso della terra, dei suoi paesaggi e delle sue città come spazio comune da vivere e da
restitutire alle future generazioni
– COME GRUPPO DI INTELLETTUALITA’ DIFFUSA NEL TERRITORIO O DI MAESTRIA
NELLE ARTI, NEI MESTIERI E NEI PENSIERI
– COME UMANITA’ CONSAPEVOLE E SOPRAVVISUTA ALL’APOCALISSE CULTURALE
DEL NEO-LIBERISMO ECONOMICO E FINAZIARIO, PRIMA COME FORMA DI
ACCUMULAZIONE GLOBALE, E POI COME IDEOLOGIA (DEL FARSI DA SE’, DEL
BASTARSI A SE’), GENERANDO COSI’ FORME DIFFUSE DI VITE MONADI LIQUIDE
SENZA LEGAMI, INDIFFRENTI AGLI ALTRI E ALLA TERRA
METTERE INANZI TUTTO IN COMUNE ESPERIENZE, SAPERI, PRATICHE PER
RIORIENTARSI – NON TRA LE MACERIE MA TRA I RIFIUTI E LE IMMONDIZIE,
PERCHE’ UNA SOCIETA’ DEI CONSUMI E DELLO SPETTACOLO COME LA NOSTRA
NON LASCIA ALLE SUE SPALLE MACERIE, FRAMMENNTI SIGNIFICATIVE DI VITA
CRISTALIZZATI NEI SEGNI FRANTUMATI DAL TEMPO, MA IMMONDIZIE E VITE
SPENTE E INSIGNIFICANTI. PER PARAFRASARE UNA CITAZIONE SACRA: “MERCE SEI
E MERCE DIVENTERAI” – NON CENERI MINERALIZZATE CAPACI DI FAR
GERMOGLIARE FIORI ALBERI E ALTRE VITE
CREARE NUOVE MAPPE PER COMPRENDERE, CAMBIARE COSTRUIRE FORME
DI RELAZIONE/AGGREGAZIONE/RICERCA PRATICHE COME APOCASTASI
CULTURALE, CIOE’ COME RINASCITA DI SAPERI E DI FORME DI VITA SOLIDALI CHE
ABBIAMO CURA DELLA TERRA, DELLE UMANE GENTI E DELLE CITTA’.

Finito alle ore 20 del 20 gennaio 2013.